A Trento nasce il Manifesto per comunicare la disabilità Venerdì, 08 Novembre 2019

Consolida, Ordine dei giornalisti, Assostampa e Fondazione Demarchi hanno dato vita al Manifesto sulla narrazione della disabilità.

Oggi il lancio nell’ambito della manifestazione “Impresa sociale al cubo” di Consolida.

Studi internazionali dimostrano che spesso l’emarginazione delle persone con disabilità non è determinata dalla menomazione, ma dallo sguardo che posiamo su di loro, a livello individuale e collettivo. Uno sguardo alimentato dalla narrazione mediatica che oscilla ancora tra l’occultamento e il pietismo, ma anche dalla rappresentazione di chi con la disabilità convive quotidianamente, come le famiglie e gli operatori.

La percezione comune della disabilità – ancor oggi prevalentemente legata a limitazione, incapacità, bisogni – influenza la realtà e i comportamenti, sia nelle relazioni interpersonali, sia in quelle sociali. La questione non è, quindi, teorica e formale, bensì sostanziale e riguarda la cultura collettiva. Secondo i dati del Miur (anno scolastico 2016-2017) in una classe italiana su due è presente un bambino con disabilità; gli alunni con disabilità sono quasi il 3% con un aumento di un punto percentuale rispetto a 10 anni fa.

Sul tema Consolida, con l’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto – Adige, l’Assostampa, la Fondazione Demarchi e il sostegno della Provincia autonoma di Trento, ha attivato un gruppo interdisciplinare composto da giornalisti e professionisti della comunicazione (videomaker, social media manager, fotografi) insieme ad operatori sociali, genitori e persone con disabilità, con la supervisione del professore Michele Marangi, docente dell’Università Cattolica. Ne è nata una proposta che contiene principi guida, indicazioni quindi non prescrittive e univoche, ma orientanti per il rispetto dei diritti delle persone con disabilità, da condividere ed integrare.

Oggi pomeriggio il “manifesto” è stato presentato dai promotori alla comunità in un evento organizzato nell’ambito dell’iniziativa “Impresa al cubo” dedicato alle cooperative sociali  in corso a Trento ad organizzazione di Consolida.

“A questo manifesto – ha affermato il prof. Marangi - si è arrivati partendo da due considerazioni: la prima è che in genere si parla di disabilità in maniera superficiale, senza conoscere il tema; la seconda è quella di coinvolgere i professionisti della comunicazione e gli operatori in modo che potessero lavorare insieme. Si è creato un gruppo di lavoro che ha fatto emergere alcuni punti chiave che si propongono alla comunità”.

“Spesso – ha affermato il presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti Mauro Keller - la persona diversamente abile percepisce la differenza rispetto agli altri dal modo in cui lo trattiamo. La categoria deve mettersi a disposizione per essere maggiormente rispettosa nei confronti di persone che hanno qualche differenza speciale. E il linguaggio è fondamentale”.

Fin dal primo sguardo si nota che si tratta di un manifesto differente, perché dalla differenza nasce e la differenza di ciascuno riconosce: senza nessun precetto ma con sette principi guida che ciascuno può tradurre nella pratica professionale e di vita. Proprio perché l’immaginario collettivo si alimenta da una molteplicità di fonti, il Gruppo ha scelto di rappresentare i principi con una pluralità di linguaggi: teatro, video, human library, informazione giornalistica.

Il primo principio pone l’attenzione sul fatto che prima della disabilità c’è la persona, che come tutti ha bisogni, sogni, desideri, progetti, pregi e difetti. Altro aspetto riguarda la pluralità: ci sono tante forme di disabilità e chi ne parla dovrebbe prendersi il tempo per comprenderle. Terzo invito è quello di considerare che differenza e diversità non sono sinonimi: la differenza è nella natura delle cose, la diversità è un giudizio che etichetta ed esclude.

Quarto: né sfigati né supereroi. E’ necessario prestare attenzione allo sguardo, per togliersi le lenti deformanti del pietismo o dell’eroismo. Quinto aspetto: il deficit è personale, l’handicap no: serve imparare a distinguere il limite oggettivo dalle barriere create dalla società. Sesto principio: l’età conta. La disabilità non è un’eterna infanzia, la carta d’identità vale per tutti. Infine spazio ai protagonisti: le persone con disabilità non sono oggetti da raccontare, ma soggetti da incontrare. E a volte scelgono di non raccontarsi.

Sette principi, dei quali due in particolare sono molto rilevanti, a parere della vicepresidente di Consolida Francesca Gennai: “la persona diversamente abile non è sempre giovane, ma segue le normali fasi della vita. Così come non è un supereroe, ma una persona normale, e come tale desidera essere trattata”.

“Con questo manifesto vorremmo essere influencer per un futuro inclusivo – spiega la coordinatrice del Gruppo interdisciplinare Silvia De Vogli, responsabile Comunicazione e Cultura di Consolida –. Oggi spetta a ciascuno di noi decidere se diventare follower, aderendo personalmente, e influencer, promuovendo l’adesione delle nostre organizzazioni”.

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