Federazione: si dimette la maggioranza dei consiglieri, cda decaduto. Le motivazioni. Mercoledì, 12 Febbraio 2020

Con le dimissioni presentate da 12 consiglieri nella serata di ieri, che si aggiungono ai 4 dimessi nelle giornate precedenti, il consiglio della Federazione non ha più la maggioranza dei suoi membri e quindi è decaduto.

Oggi in due conferenze stampa le ragioni della ex presidente Marina Mattarei con gli ex consiglieri Facchinelli e Tommasi e di alcuni ex consiglieri dimissionari.

A memoria di storici non era mai avvenuto in Federazione. Il consiglio di amministrazione dell’ente da ieri sera non c’è più. Decaduto – insieme alla presidente -  per effetto delle dimissioni della maggioranza dei suoi membri. Rimane in carica il collegio sindacale –  presidente la dott.ssa Patrizia Gentil -  a cui spetta il compito di gestire l’ordinaria amministrazione e di convocare l’assemblea dei soci per l’elezione del cda e presidente.

Le prime dimissioni risalgono a qualche giorno fa, il 20 gennaio, quando rimisero il proprio mandato il vicepresidente del credito Marco Misconel insieme ai consiglieri Arnaldo Dandrea e Antonio Pilati. Motivo: impossibilità di rappresentare le Casse Rurali. Più recentemente, il 10 febbraio, toccò al consigliere “trasversale” Paolo Spagni, nel cda dal 3 maggio 2019, dopo aver sostituito come primo dei non eletti la dimissionaria Mariangela Franch. Nella sua lettera di dimissioni ha spiegato in maniera schietta e dettagliata le ragioni del suo dissenso nei confronti della presidente.

Nella giornata di ieri si sono susseguite le altre 12 dimissioni, che hanno riguardato i consiglieri  Germano Preghenella (vice vicario e presidente Cla), Serenella Cipriani (sociale, presidente Consolida), Roberto Simoni (consumo, presidente Sait), Paola Dalsasso (consumo), Italo Monfredini (vicepresidente per il sociale), Luca Rigotti (agricoltura), Marina Castaldo (produzione lavoro), Paolo Fellin (sociale), Alberto Carli (produzione lavoro),  Michele Odorizzi (agricoltura, presidente consorzio Melinda), Lorenzo Libera (agricoltura, presidente Cavit), Steno Fontanari (produzione lavoro).

Oggi in due distinte conferenze stampa l’ex presidente Marina Mattarei accompagnata da due ex consiglieri non dimissionari, Walter Facchinelli (vicepresidente consumo) e Renzo Tommasi (consumo) e un gruppo di ex consiglieri dimissionari, hanno presentato ai giornalisti i rispettivi punti di vista.

Le ragioni della ex presidente

Particolarmente duro l’intervento dell’ex presidente Marina Mattarei, che ha accusato di irresponsabilità i consiglieri dimissionari, in particolare quelli investiti delle cariche di presidenti di consorzi.

“Sono stata scientificamente e volutamente isolata”, ha detto. “L’unico elemento positivo è che si squarcia il velo di ipocrisia che per troppo tempo ha attanagliato il ruolo di governo. Questo ci consentirà di costruire una comunicazione chiara verso i soci e la comunità. Sono stata vittima di una guerra di potere cominciata esattamente un anno fa, con l’obiettivo di paralizzare l’attività della presidente della Federazione”.

Marina Mattarei in un lungo intervento ha ripercorso le fasi saliente del suo anno e mezzo di mandato, le difficoltà incontrate, i problemi legati alla riforma del credito (“perché proprio adesso che eravamo a una passo dalla firma del documento sulla vision delle Casse Rurali?”), rivendicando i benefici della sua azione che ha aumentato la reputazione della Federazione. “Ora ciascuno si prenderà le proprie responsabilità per aver causato una crisi di governo in modo pretestuoso e strumentale”.

Errori? “Ho peccato di presunzione – ha detto rispondendo ad un giornalista – per aver pensato di inserire una giovane nel comitato esecutivo come Sara Ghezzer o per aver immaginato un disegno trasversale per il welfare con la vicepresidenza della prof.ssa Franch”.

Le motivazioni dei dimissionari

Dal canto loro, in un successivo incontro con i mezzi di informazione i consiglieri Germano Preghenella (già vicepresidente vicario e presidente di Cla), Italo Monfredini (già vicepresidente per il sociale), Serenella Cipriani (già consigliera per il sociale e presidente di Consolida), Marina Castaldo  e Steno Fontanari (produzione lavoro), hanno spiegato le ragioni delle loro dimissioni.

“A volte – ha esordito Preghenella – occorre demolire per ricostruire. Non abbiamo preso questa decisione a cuor leggero. Cooperare significa portare avanti le cose assieme, condividere, e questo non è stato possibile con la presidente. Ora serve nuovo slancio per rilanciare la cooperazione”.

“Molte parole spese con la presidente non sono state seguite da fatti – ha aggiunto Marina Castaldo – noi rappresentiamo un movimento complesso, serve anche umiltà per fare sintesi con tante anime e sensibilità. È la cosa più difficile, ma è indispensabile farla”.

“Riteniamo – ha affermato Italo Monfredini – che ci sia un problema di metodo. Mettiamo il caso del credito. La nostra presidente è partita da una idea personale che però ha prodotto lacerazioni, l’acuirsi della crisi e le dimissioni di tre consiglieri”. “Il credito è uno degli argomenti – ha aggiunto Serenella Cipriani, ma non l’unico. È mancata in generale la collegialità”.

“Noi – ha proseguito Monfredini – siamo imprese privati a capitale estremamente diffuso, la Federazione deve essere un luogo di sintesi e mediazione, nel segno dell’unità che è un valore da difendere”. “Non siamo contrari al cambiamento, tutt’altro – ha affermato Steno Fontanari – ma manteniamo saldi i valori fondanti, a partire dal controllo democratico dei soci”.

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