La Coccinella, impresa sociale solida Lunedì, 29 Maggio 2017

Più di 6 milioni di euro di fatturato con una crescita del 7,5% rispetto allo scorso anno e l'acquisizione di 11 nuovi servizi tra i quali un nido d'infanzia e un centro aperto. Una crescita che porta oggi la cooperativa a gestire più del 25% dei servizi esternalizzati dall'ente pubblico in Trentino. 

Trend positivo anche per il numero di occupati che hanno raggiunto quota 243. Sono questi alcuni dei dati presentati dalla presidente Francesca Gennai ai soci e ai dipendenti che operano nei servizi educativi (asili nido, attività del tempo libero, centri aperti) e in quelli culturali e formativi (atelier, eventi, editoria, corsi) della cooperativa La Coccinella riuniti oggi in assemblea nel cinema-teatro di Cles. Dopo la presentazione dei risultati socio-economici raggiunti nel 2016, sono stati illustrati gli esiti del percorso formativo e i nuovi strumenti gestionali di cui la cooperativa si è dotata per affrontare da un lato la complessità dei bisogni, dall'altro la crescente competizione sul mercato.

"Le nostre attività - ha affermato Francesca Gennai - sono crocevia di tanti diritti e devono dare risposta a bisogni diversi: quelli dei bambini e delle loro famiglie e quelli della comunità. Nel 2016 più di 500 bambini hanno frequentato i nostri nidi di infanzia, a questi si aggiungono quelli dei centri aperti e delle attività del tempo libero, in particolare quelle estive con l'avvio anche di nuove collaborazione come quelle con il Muse; attività estive che nel 2016 sono state frequentate nel 2016 da più di 850 bambini e ragazzi con una crescita del 166%.

Aumento sensibile anche delle attività dell'Atelier, il laboratorio creativo della cooperativa, ha raggiunto lo scorso anno solo con le attività didattiche curate per Artesella più di 2800 bambini di 52 scuole (1300 di 37 scuole nel 2015). Questa crescita, che fa sì che la cooperativa gestisca oggi circa il 25% dei nidi di infanzia esternalizzati dall'ente pubblico in Trentino (658 bambini su 2652), avviene in un momento storico segnato da una crescente complessità rispetto ai bisogni e ad un aumento della competizione sul mercato con una partecipazione alle gare pubbliche di un numero crescente di organizzazioni, molte delle quali provenienti da fuori provincia.

"L'essere diffusi sul territorio con unità operative anche piccole ci consente di essere vicini ai bisogni e di valorizzare le risorse di ogni comunità - ha sottolineato Gennai di fronte ad una platea composta quasi esclusivamente di donne - ma  rischia di non far emergere un altro dato importante, ovvero la capacità della cooperativa di creare opportunità di "buon lavoro" e di conciliazione per una fascia (le giovani donne) considerata debole sul mercato secondo le statistiche". Oggi sono 243 le persone che lavorano stabilmente per La Coccinella e più del 97% sono donne con un'età media di 37 anni che scenda a 33 anni se si guarda al solo personale educativo.

"Avere una assoluta prevalenza di personale femminile - ha affermato il direttore Mattia Garibaldi - ha richiesto alla cooperativa di dotarsi di strumenti di gestione e di un'organizzazione flessibile che mantenendo la qualità dei servizi erogati, consentissero di affrontare, ad esempio, le molte maternità e di offrire la flessibilità alle mamme che rientrano al lavoro, le cui esigenze di conciliazione sono cambiate rispetto a prima e continueranno a cambiare con il crescere dei figli. È da loro che siamo partite ormai molti anni, con un ulteriore cambio di passo nel 2013 con la certificazione family audit, nel cercare di costruire opportunità di "buona" occupazione: l'81% dei contratti in cooperativa sono a tempo indeterminato; non arriviamo alla totalità perché è difficile assicurare questa stabilità nelle attività stagionali come quelle estive dove però abbiamo personale che ritorna costantemente per alcuni anni perché lo vive anche come esperienza formativa, penso agli studenti universitari delle facoltà di scienze dell'educazione ad esempio.

Una "buona" occupazione soprattutto per giovani donne è anche quella che consente di avere un lavoro part time (83%) e flessibile. La cultura delle flessibilità e della conciliazione è stata poi estesa a tutto il personale, anche a chi non ha figli o altri famigliari di cui prendersi cura".

Il direttore ha poi sottolineato come 81,47% dei costi sostenuti dalla cooperativa (complessivamente pari a 5 milioni 900 mila euro) sono dedicati al personale per stipendi, oneri sociali, trattamento di fine rapporto e altre voci che compongono la retribuzione ai quali si aggiungono le spese sostenute per attività di formazione che coinvolgono tutto il personale. La formazione nei nidi di infanzia nel 2016 ha avuto come tema principale quello della osservazione: "siamo partiti dalle esperienze delle educatrici - ha spiegato Silvana Buono responsabile dell'area pedagogico-educativa della cooperativa -  per riflettere su strumenti osservativi vicini a all’idea di gioco inteso in senso ampio che diventa offerta in connessione alla flessibilità, alla relazione di spazi interni/esterni, ai luoghi di transizione, alle “prove di coraggio”; abbiamo progettato situazioni in cui i bambini assaporavano insieme il piacere dell'impresa costruttiva e pure distruttiva.

Grazie a un atteggiamento di continua ricerca e lo sguardo rivolto non solo a soddisfare bisogni, ma anche ad alimentare il piacere, la ricerca di senso, di stupore, di curiosità e meraviglia della relazione tra bambine e bambini, tra bambini e adulti, materiali e spazi". Il percorso formativo è stato accompagnato da una ridefinizione dell'assetto organizzativo e dei ruoli e dalla dotazione di strumenti di gestione. 

Fonte: Cooperativa La Coccinella 

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