Venti anni del nido di Pellizzano: festeggiamenti nel Paese dei bambini Lunedì, 15 Luglio 2019

Tre giorni di eventi aperti alle famiglie come occasione per stare insieme ma anche per conoscere un servizio – il nido d’infanzia - che da vent’anni serve il territorio e ha accolto quasi 300 bambini e dato opportunità di lavoro a più di 60 persone. L’assessore Francesca Tommaselli: “La sfida ora è mettere in rete tutti i servizi – a partire dal polo per 0 – 6 anni – e diventare realmente il Paese dei bambini.” Sfida condivisa con la cooperativa La Coccinella che fin dall’inizio gestisce il servizio. La presidente Francesca Gennai ha anche annunciato che ad ottobre Pellizzano sarà sede dell’appuntamento della Accademy, il servizio formativo che si rivolge agli educatori di tutta Italia, dove si parlerà di pedagogia della natura.

Il ventennale ha preso il via con l’inaugurazione di una mostra che racconta i venti anni del nido narrati attraverso il dialogo tra Michele Bontempelli, il sindaco di Pellizzano che venti anni fa ha avviato il servizio, e Giuseppina Foffano, fondatrice della cooperatrice La Coccinella che l’ha gestito.

“Un servizio che – ha ricordato Stefania Sicher, coordinatrice pedagogica della cooperativa – ha accolto in questi venti anni quasi 300 bambini e ha dato lavoro ha 50 educatrici e ad altre 11 persone tra cuochi e personale ausiliario. Oggi sono in servizio nel nido 12 persone. Il personale educativo è stato costantemente supportato sia da un punto di vista organizzativo che educativo da coordinatrici interne e coordinatrici pedagogiche.” 

“La politica venti anni fa – ha affermato Francesca Tomasselli, assessore del Comune di Pellizzano - ha fatto il suo lavoro in termini di lungimiranza e visione; e di certo non è stato facile perché erano molte le resistenze verso un servizio che pareva togliere il ruolo educativo alla famiglia. I servizi nido come sappiamo nascono da necessità familiari di conciliazione con il lavoro, un fenomeno che ha interessato prima le città e solo successivamente le altre zone, come quelle montane. In questo senso innescare la nascita di un nido anche in mancanza di questo “bisogno” è stato doppiamente lungimirante: perché ha saputo intravedere una necessità del futuro e ha nel contempo capito che il nido sarebbe stato, come è, luogo di benessere per i bambini, luogo di apprendimento e incontro per le famiglie, culla – contenitore della cultura dell’infanzia locale.” Oggi ha continuato l’assessore siamo chiamati anche noi a fare delle scelte lungimiranti, siamo chiamati a prendere sul serio le indicazioni scientifiche che ci impongono una lettura coerente del curriculum dei bambini nello 0 – 6, siamo obbligati a cercare soluzioni di sostenibilità dei servizi e a guardarli in termini di flessibilità. Il bisogno delle famiglie cambia nel tempo, le nascite non sono eventi prevedibili e la capienza dei servizi di conseguenza non sempre definibile. Dobbiamo forse iniziare a guardare i servizi pensando non sono a quelli che sono ma a quelli che potrebbero diventare.” E in questo senso l’amministrazione comunale ha già deciso di muoversi con la creazione del polo per bambini dai zero ai sei anni nella logica della continuità dei servizi all’infanzia che le ricerche scientifiche mostrano come rilevante per i percorsi di crescita. Francesca Tomaselli, assessore del Comune: “questo servizio nido e la sua prossimità ad una scuola dell’infanzia unite ad una riflessione scientifica che sempre più ci invita a guardare il bambino nella sua prospettiva di crescita aprendo verso uno 0 – 6, è un’importante occasione di sperimentazione per la nostra comunità. Quando si parla di servizi, si parla sempre e doverosamente di responsabilità educativa. In questo contesto è ancora più importante farlo perché la collaborazione fra servizi, fra servizi e famiglia e comunità richiede il riconoscimento del ruolo di ciascuno di questi attori, la co – costruzione di un progetto educativo continuativo rispettoso del diritto dei bambini di vedersi e percepirsi interni. Di trovare coerenza negli stili educativi degli adulti di riferimento e delle diverse agenzie che lo accolgono. Il lavoro che noi come amministrazione ci impegniamo a fare e che invitiamo a fare ciascuno per la sua parte è allora di intessere, come di fatto già lo è, una relazione costruttiva che porti a sviluppare forme di co – progettazione curriculare perché lo sappiamo il curriculum formativo inizia già nei primi 1000 giorni e noi come adulti abbiamo l’obbligo di sostenerne lo sviluppo in maniera rispettosa e continua.”

Pellizzano rappresenta uno dei servizi eccellenti che La Coccinella gestisce in numerosi territori della Provincia, “anche grazie al nido di Pellizzano – ha sottolineato Francesca Gennai, presidente della cooperativa – la cooperativa ha maturato il pensiero di come si educa in natura e alla natura e ha concretizzato la responsabilità educativa di creare le condizioni affinchè i bambini capiscano l’importanza di rispettare l’ambiente. Non a caso Pellizzano sarà la sede del prossimo evento dell’Accademy della cooperativa, il nuovo servizio formativo che si rivolge ad educatori di tutta Italia, dove si ragionerà di pedagogia della natura".

Fonte: Cooperativa La Coccinella

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